il Brigantaggio

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A Valle dell'Angelo il brigantaggio non fu molto diffuso, grazie alla Guardia Nazionale che operava sul posto, attenta a sopprimere quasiasi forma brigantesca.
In tutto il Cilento il malcontento era più vivo che altrove per via degli irrisolti problemi di coloni, braccianti e pastori. Tra gli affiliati al gruppo di Giuseppe Tardio, noto brigante di Piaggine Soprane, vi fu Pietro Lucido Rubano, nato a Valle dell'Angelo il 29 maggio 1804, che partecipò alle sommosse organizzate dal brigante, il quale, tuttavia, perse molti dei suoi adepti, mentre altri lo abbandonarono. 
Intanto nel dicembre 1861 tornò dalla Lucania Pietro Rubano di Piaggine Sottane, alfiere della banda, detto Ciaraolo. nei primi giorni di febbraio del 1862, lo stesso Rubano si recò con altri a Centola per porsi a capo di quella famosa banda che aveva partecipato alla reazione borbonica nell'agosto del 1861, qui fu nominato capomassa. (...).
(fr: Antonio Infante, VAlle dell'Angelo e la grotta, ed. Centro dicultura e studi storici Alburnus, 1995)
Così il Rubano ed il Tardio, e centinaia loro adepti, invasero diversi centri cilentani. L'ultimo saccheggio avvenne a Caselle in Pittari, dove la banda fu sgominata.