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il Feudalesimo

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Dall’istituzione del feudalesimo, decretato dai Longobardi tra il 592 e il 1075, non si hanno molte notizie su Laurino e i suoi casali; si sa solo che Valle dell’Angelo dipese da Laurino fino all’anno dell’eversione della feudalità (1806). 
Questo casale, già nel 1273, con Laurino, fu concesso in dote da Enrico di Valdemonte, vicario in Toscana, alla figlia che sposò un Sanseverino.
Nel 1345 da Giacomo Sanseverino, per successione, passò ad Americo; e nel 1417 Giovanna II confermò a Tommasello Sanseverino il villaggio. (...).
Dopo alterne vicende feudali, il casale fu acquistato da Roberto Sanseverino, Principe di Salerno, il quale nel 1508 lo intestò con la giurisdizione delle cause civili a Giovanni Scatterico di Laurino, suo uditore. (...).
Intanto nel 1551 per fellonia del Principe Ferrante, Laurino e casali passarono alla Regia Corte, e nel 1552 (o nel 1553) a Fabio Carafa per la somma di undicimila e trecento ducati. Dopo un decennio (1563), il feudo fu acquistato da Giovanni Carafa Sanseverino, dalle mani del Reggente della Sommaria, Francesco Revertera. 
Questo nuovo Signore, il 9 agosto del 1591, acquistò il titolo di duca su Valle dell’Angelo, Piaggine e Laurino
.

(Antonio Infante, Valle dell’Angelo e la grotta, Ed. Centro di cultura e studi storici Alburnus, 1995, pag. 32)