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l'Emigrazione

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L’emigrazione fu un fenomeno vasto che interessò anche i paesi dell’Alto Calore Salernitano: a Valle dell’Angelo assunse notevoli proporzioni a partire dal triennio 1885-1887; seguì un’altra ondata migratoria tra il 1890 e il 1891, quando emigrarono 112 persone su 1063 abitanti.
In pratica dal 1884 e ininterrottamente fino alla prima guerra mondiale emigrarono 1029 persone. Le cause principali furono la mancanza di lavoro, unitamente alla volontà di molti di liberarsi dalla supremazia dei proprietari terrieri per i quali lavoravano. 
Il flusso migratorio avvenne a tratti solo in alcuni periodi: la crisi del 1903 – 1904, che vide emigrare solo 48 persone, quella del 1907, la guerra libica e l’inizio della prima guerra, che videro emigrare 14 persone nel primo caso e 5 nel secondo.
Dal 1919 al 1930 il fenomeno migratorio parve in diminuzione, ma dopo la seconda guerra mondiale, intorno al 1950 e fino al 1960, si assistette ad una ripresa dell’emigrazione transoceanica verso Stati Uniti, Argentina, Brasile, e verso nuove destinazioni, quali Australia, Canada e Venezuela.
Nel decennio successivo si attutì lievemente.
Quarantacinque uomini risiedevano negli stati transoceanici, meta preferita il Brasile con 18 emigranti, e Venezuela con 11 e negli Stati Uniti con 9. le donne emigrate erano 19, con preferenza Brasile (7), Usa (6) e Argentina (5);nessuna in Australia.(...). Con la firma del trattato di Roma del 1959 si realizzò la libera circolazione della mano d’opera nei sei paesi della Comunità Europea, che con la sua economia in florida trasformazione, proponeva nuovi posti di lavoro al meridione d’Italia. 
Esaurendosi quindi le riserve delle forze di lavoro locale, si aprirono nuovi sbocchi di lavoro nell’agricoltura nei paesi del Nord della penisola, come pure nel Mezzogiorno e nell’Italia centrale durante il decennio.

(Antonio Infante, Valle dell’Angelo e la Grotta, ed. Centro di cultura e studi storici Alburnus).
Tuttavia, benché in passato le leggi eversive della feudalità avevano illuso le popolazioni di poter raggiungere un certo benessere economico, ciò non si verificò, e i contadini capirono che l’unico modo per conquistare e mantenere l’uso della terra era quello di combattere: a Valle dell’Angelo, che faceva parte di uno tra i territorio più poveri del Sud Dell’Italia, molti intuirono che era l’associazionismo l’unico strumento di lotta, e quindi alcuni si riunirono in un’associazione detta del Mutuo Soccorso; altri fondarono il Monte Frumentario di San Barbato, con l’intento di incoraggiare l’agricoltura.
La situazione al 7-5-1972: abitanti 655 tra cui 339 maschi, 326 femmine. 92 erano addetti all’agricoltura, impegnati in altre attività 85. Per una totale forza lavoro di 177, popolazione inattiva 488. Lavoratori residenti all’estero: 102. 
La situazione del Comune di Valle dell’Angelo al 31-12-1984 è la seguente: nascite 8, morti 6; cittadini iscritti da altro comune per trasferimento di residenza 18, dall’estero 3; cancellati 29, 618 abitanti di cui 319 maschi e 300 femmine. 
La situazione al 31 maggio 1993: abitanti 545, emigrati 105.

(Antonio Infante, Valle dell’Angelo e la Grotta, ed. Centro di cultura e studi storici Alburnus)
Nel 1994 erano residenti all’estero 102 elettori così divisi:
11 in Olanda, 26 nella Repubblica Federale Tedesca, 21 in USA, 3 in Venezuela, 10 in Australia, 1 in Belgio, 4 in Brasile, 3 in Canada, 13 in Francia, 10 in Gran Bretagna.