Malattie e catastrofi

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Nel corso dei secoli, Valle dell'Angelo è stata colpita da diversi eventi catastrofici che aggravarono la situazione già disastrisa in versava.
La tragica peste del 1656 coinvolse anche Valle dell’Angelo con gravi danni, causando una vera e propria strage che decimò la metà della popolazione. 
Se nel 1548, infatti, si contavano 81 famiglie per un totale di 405 persone, nel 1659 ne rimasero appena 41, ossia 205. Inoltre prima della peste a Valle dell’Angelo vi erano due sacerdoti, ma entrambi perirono nella tragica strage, tanto che fu chiamato un altro parroco da fuori, don Giovanni Battista Morra, che veniva ad esercitare le funzioni religiose per 45 ducati.
Nel novembre del 1818 Valle dell’Angelo fu colpita da una tremenda alluvione, causata da due giorni e due notti di interrotto nubifragio. In questa triste circostanza il paese rimase isolato perché le vie di comunicazione erano interrotte; ma anche la situazione all’interno del centro abitato era tragica: le case subirono ingenti danni, la piazza si allagò. 
Solo con l’intervento repentino del sindaco di allora, Donato Bruno, il quale riunì il Decurionato per decidere sul da farsi, si affrontò in modo decisivo il grave problema.
Senza attendere le varie autorizzazioni, si diede inizio agli interventi: furono eretti nuovi muri di contenimento, risistemati gli argini e ripulite le strade.
Dopo più di un secolo dalla peste che aveva procurato danni ingenti, nel 1764 si verificò una grande carestia che decimò buona parte della popolazione. Nel mese di febbraio stranamente fece poco freddo, ma da maggio in poi imperversarono violenti acquazzoni che causarono gravi danni alla già povera agricoltura. 
In questo periodo molta gente moriva di fame, la gente mendicava; qualche studioso parla anche di episodi di cannibalismo dovuto alla grande fame. I prezzi dei prodotti salirono inesorabilmente. La cosa vergognosa fu che i grandi proprietari terrieri e i ricchi nascondevano i prodotti per venderli in seguito a prezzi esagerati, tanto che furono denunciati senza tuttavia essere per questo condannati. In seguito a questa carestia derivò la peste che coinvolse tutti i paesi del territorio. 
Intorno alla metà del 1800 si diffuse il morbillo, che causò molte vittime soprattutto tra i bambini, nonostante le autorità di competenza ritenessero che il fenomeno non era molto grave. 
Poi, nel 1911, Valle dell’Angelo fu colpita dal colera, e la situazione si rivelò così tragica che fu inviato sul posto un medico di Salerno, il quale adottò misure drastiche per limitare i danni provocati dal morbo.